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REPORT DEL CONVEGNO “LE POLITICHE PER LO SVILUPPO E LA LEGALITA’ IN SARDEGNA” SABATO 6 MAGGIO 2006 – BONO
CONVEGNO: "LE POLITICHE PER LO SVILUPPO E LA LEGALITA' IN SARDEGNA"
Il convegno di sabato 6 maggio ha preso il via con il saluto inaugurale del Sindaco di Bono, Piero Molotzu, che ha illustrato ai presenti la storia del Consorzio Sviluppo Civile.
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PIERO MOLOTZU. SINDACO DI BONO
Tre anni fa il Ministero dell'Interno diede il via ad una operazione denominata PON Sicurezza (Piano Operativo Nazionale per la sicurezza). Il Comune di Bono, Alà dei Sardi, Buddusò, Illorai e Burgos si consorziarono per poter accedere assieme a questo programma, allo scopo di promuovere azioni di crescita culturale, economica e globale del territorio. Nel 2005 si sono aggiunti altri 6 Comuni di questo territorio, e il progetto è stato rifinanziato"
Avrei voluto illustrare al presidente Soru, che non è intervenuto e di questo mi dispiaccio moltissimo, i problemi che affliggono i territori dell'interno: Carenza di infrastrutture, di organico e di risorse economiche. Il disagio giovanile, nelle sue differenti forme, che non è solo da imputare a difficoltà economiche, ma è anche da collegare a modelli culturali distorti (i reati più comuni sono il danno a strutture pubbliche e al patrimonio, la dispersione scolastica). Abbiamo pochi servizi sociali. Le imprese solo spesso piccole, a gestione familiare e individuale. Non ci sono industrie rilevanti. Anche l'artigianato qui non è diffuso come altrove. L'allevamento ovino caprino e l'agricoltura sono le nostre principali risorse.
Una delle possibili strade è quella di superare la tradizionale concezione di autosufficienza delle singole amministrazioni comunali nella gestione dei servizi. Assieme a questo, dobbiamo riuscire anche a instaurare un dialogo proficuo con gli altri livelli di governo: la Provincia, la Regione, ma soprattutto quello che conta è la partecipazione dei cittadini, e ricostruire un rapporto forte e di fiducia.
In particolare, dobbiamo proseguire nella strada intrapresa proprio grazie al PON sicurezza: Dare voce alla collettività, rilanciare l'aggregazione sociale per combattere l'illegalità, riqualificare l'ambiente urbano per arrivare a creare strutture di aggregazione fonte di occupazione e di socialità.
In conclusione vorrei osservare che i Sindaci oggi hanno una serie enorme di richieste che non riescono a soddisfare, e non riescono a farlo perché non hanno gli strumenti. Il Goceano in particolare, col le leggi attuali, non è in grado di concorrere con aree più forti, e avrebbe bisogno di una attenzione particolare, a causa del suo annoso disagio. Bisognerebbe dunque, assieme alla Regione, concordare una serie di interventi speciali per le aree più disagiate, in maniera che ogni territorio possa avere attenzione che merita.
PRESIDENTE CONSORZIO SVILUPPO CIVILE. FRANCESCO PITZALIS
Il Sindaco ha ben riassunto qual è la situazione dei nostri Comuni.
Parto da un esempio emblematico. Questa notte le forze dell'ordine hanno svolto una grande operazione nel comune di Buddusò, arrestando 18 persone. Questo è il caso concreto che, più di mille parole, mostra la situazione che i nostri comuni hanno vissuto e rischiano di continuare a vivere.
Inizialmente il consorzio è stato vissuto con scetticismo, ma ora molti si sono convinti e credono fortemente nella sua azione e nel suo proseguimento. Basta andare a vedere tutto quello che il Consorzio ha realizzato: Centri sociali per i giovani, centri sportivi. Queste sono "cose vere", da toccare.
Certamente vi sono degli aspetti che andrebbero migliorati, come ad esempio rivedere il rapporto sia con la regione che con il Ministero. Il Ministero soprattutto dovrebbe consentire ai consorzi una maggiore rapidità per la liquidazione dei lavori svolti dalle imprese. Attualmente c'è un ritardo di circa tre mesi, e le imprese sono spesso piccole e hanno difficoltà. Per non "macchiare" l'azione positiva svolta, sarebbe bene eliminare alcuni aspetti burocratici.
Il problema con la Regione Sardegna è invece più serio. La scorsa giunta aveva sottoscritto con il ministero un Accordo di Programma Quadro, in cui si prevedeva una "corsia preferenziale" per i comuni che avevano avviato i progetti pilota. L'accordo non verrà rispettato, perché i fondi della misura 6.5 inizialmente destinati a queste aree, verranno destinati invece a tutti i comuni della Sardegna. Il problema della competizione, nel caso di una partecipazione di grossi comuni, come Sassari ad esempio,si risolverebbe senz'altro a nostro svantaggio.
A parte queste criticità, che spero possano essere presto superate, ho grande fiducia nello strumento del consorzio e nelle attività che ancora ci apprestiamo a svolgere.
MARIANO MAMELI. PRESIDENTE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Mentre l'assemblea dei sindaci del consorzio è l'organismo politico, quello nel quale i sindaci trasferiscono le istanze di ogni comune nel consorzio, il C.d.A. è un organismo di natura tecnica. Oggi si celebra una seconda fase dell'esistenza del consorzio. La prima fase è stata molto travagliata, e forse nessuno avrebbe scommesso sulla riuscita. Oggi possiamo dire che quell'organismo ce 'ha fatta, che ha realizzato cose importanti e che ha ottime prospettive di proseguire su questa strada.
Vorrei ringraziare, per una volta, i sindaci che hanno costituito l'ossatura del consorzio, quelli che per primi ci hanno creduto, e tutti quelli che si sono aggiunti in seguito dandogli fiducia. Oggi, in questa sede mi sembra giusto riconoscerci questo coraggio, e dire che siamo una realtà importante di questo territorio. Vorrei riconoscere il lavoro non solo dei politici, ma anche dei tecnici, e in particolare il dr. Francesco Nurra, direttore del consorzio, che con il C.d.A. - di cui fa parte anche la dr.ssa Dore e il dr. Serra della Prefettura - ha svolto in questi anni un grande lavoro.
Il tema di oggi è riflettere sull'impatto che il consorzio ha avuto sul territorio. Vorrei richiamare i Sindaci a fare ciò anche in altri luoghi, per fare conoscere il nostro lavoro anche in altri contesti. Questo certo non significa che non si può migliorare. L'A.d.S. deve non solo assicurare la vita del consorzio, ma cercare di individuare, fra i limitati mezzi a disposizione, quelli più idonei per rispondere alle finalità che ci si è dati.
Il lavoro ancora da fare è tanto ma il consorzio deve rivendicare la propria capacità politica di avere saputo superare grandi difficoltà e di avere realizzato importanti opere. Queste opere sono il segnale che lo Stato ha dato a questo territorio delle attenzioni che agli altri non ha dato. L'auspicio è che quello
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