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L'Unione Sarda
21/05/2009 Sassari (Rilevanza: 100/100) Comuni alleati sui progetti per la legalità
Goceano
Comuni alleati sui progetti per la legalità
Giovedì 21 maggio 2009
S aranno presentati domani mattina a Cagliari, all'anfiteatro di via Roma, alla presenza dell'assessore regionale alla Programmazione Giorgio La Spisa, i risultati del progetto pilota "Alle radici della legalità" del consorzio sviluppo civile che coinvolge undici comuni del Goceano. Si tratta dell'aggregazione di istituzioni nata nel 2003 grazie ad un finanziamento messo a disposizione dal ministero dell'Interno a valere sul Piano Operativo Nazionale per la Sicurezza.
«Con questo progetto - dice il presidente dell'assemblea e sindaco di Nule Angelo Crabolu - sono stati realizzati centri di aggregazione giovanile, campi sportivi, anfiteatri e altre strutture capaci di favorire l'aggregazione e la convivenza civile e per contenere il disagio sociale, dal quale nascono spesso i comportamenti delinquenziali».
La nuova programmazione del progetto, sostenuta con i fondi del P.O.R.Sardegna, si è articolata in diverse iniziative mirate a superare le difficoltà delle zone interne e promuovere lo sviluppo civile delle comunità. Fra queste vanno ricordate la manifestazione "Percorsi, dal Goceano al Monte Acuto" che ha previsto un mese di escursioni guidate nelle più pregevoli località del Goceano e Monte Acuto. Ovunque sono stati organizzati momenti di aggregazione, attività di trekking, mountainbike, orienteering e parco avventura. In seguito il consorzio ha partecipato ad altri due progetti. «Queste iniziative rappresentano momenti di promozione della legalità attraverso la valorizzazione dell'ambiente naturale e sociale delle comunità del Goceano e del Monte Acuto», spiega ancora il sindaco di Nule Angelo Crabolu. Un resoconto più articolato delle azioni svolte sarà illustrato il 6 giugno a Bono.
I comuni coinvolti nel programma sono Alà dei Sardi, Bono, Buddusò, Burgos, Illorai, Anela, Benetutti, Bottidda, Bultei, Esporlatu e Nule. (r. s.)
26/03/2005 Sassari (Rilevanza: 100/100) Il sindaco Tilocca, addio amaro
Burgos Decisione sofferta dopo gli attentati: il padre fu ucciso da una bomba
Il sindaco Tilocca, addio amaro
«Non mi ricandido, ma il Goceano è a una svolta»
Sabato 26 marzo 2005
L ui l'incarico di sindaco di Burgos l'avrebbe lasciato già quella tragica notte del 28 febbraio dello scorso anno quando una bomba collocata davanti all'uscio di casa gli uccise il padre Bonifacio. Ma poi Pino Tilocca, esponente di Rifondazione comunista, vittima di una lunga serie di atti intimidatori e di minacce, ci aveva ripensato. Le affettuose pressioni del ministro dell'Interno Beppe Pisanu e del prefetto di Sassari Salvatore Gullotta a non cedere ai ricatti mafiosi, ma soprattutto la manifestazione spontanea di solidarietà nei confronti della sua famiglia organizzata dai giovani del paese lo avevano convinto ad andare avanti. Con fatica e con dolore. Ora, sotto lo sguardo attento dei carabinieri della scorta, che da un anno non lo perdono mai di vista, si confida con il cronista: «Il mio impegno politico a Burgos finisce con questa legislatura. Non intendo ricandidarmi. Continuerò a fare politica a Oristano, dove abito e lavoro, perché la politica è la mia passione». Ai suoi concittadini lancia un messaggio: «Mi auguro per il mio paese che qui si svolga una competizione elettorale corretta e democratica e che a vincere siano l'onestà e la democrazia. Sarebbe il segno che non tutto è stato inutile e che eventi anche tragici possono servire a cambiare le cose in positivo». Un segnale chiaro in questo senso era arrivato proprio dalla manifestazione organizzata dai giovani di Burgos subito dopo l'attentato in cui perse la vita il padre del sindaco Bonifacio Tilocca. Un lungo corteo silenzioso che aveva attraversato le strade del paese. In testa uno striscione con una sola parola: «Basta». Basta con la violenza, l'odio, le divisioni. «Vogliamo avere un futuro» era stato il commento di una giovane a chi le chiedeva perché quella sola parola. «Un futuro che la violenza può solo toglierci». Il sindaco di Burgos oggi è meno pessimista di un anno fa: «C'è una popolazione che sta riflettendo sull'importanza di essere un paese pacifico. Io ho molta fiducia e tanta speranza che questa riflessione partita dai giovani porti ad un risultato importante: creare una comunità pacifica e civile». Ma non basta l'impegno dei giovani. Burgos e l'intero Goceano devono uscire dall'isolamento in cui si trovano. E questo è possibile solo se si creano opportunità di lavoro e si ridà una prospettiva all'economia di questa area stretta fra i confini delle province di Sassari e Nuoro. In questo senso il Piano operativo nazionale per la sicurezza e la diffusione della cultura della legalità può fare molto. Bono è il Comune capofila del Consorzio cui il ministero dell'Interno destina i fondi dell'Unione Europea. Per ora i denari sono serviti per rimettere a posto caserme, impianti sportivi, centri di aggregazione sociale e a rimpinguare gli organici delle forze dell'ordine. Ma il futuro di Burgos è soprattutto legato al progetto di realizzazione a Foresta Burgos della scuola per i servizi di polizia a cavallo. Un grande centro ippico attorno al quale dovranno svilupparsi diverse iniziative imprenditoriali in grado di garantire occupazione e sviluppo. È un progetto sul quale il ministro Beppe Pisanu ha puntato fin dai giorni successivi all'inizio dell'emergenza sicurezza in Goceano e che Pino Tilocca condivide totalmente: «È un progetto che non significa militarizzazione del territorio ma concrete opportunità di sviluppo. Abbiamo bisogno di occupazione, ma di un'occupazione dignitosa. E la struttura di Foresta Burgos, impostata e gestita nel modo giusto, può offrire questa prospettiva». Il progetto è in fase avanzata. Anche nei giorni scorsi alcuni ispettori inviati dal ministero dell'Interno hanno effettuato un sopralluogo per definire gli ultimi aspetti del complesso progetto. Insomma, lo Stato sta mantenendo le promesse. Altrettanto non si può dire della Regione. Pino Tilocca è esplicito: «In questo momento è totalmente assente. Tutti gli stanziamenti che la Regione ha a disposizione per l'attuazione dei progetti pilota nell'ambito del Piano operativo nazionale sono bloccati. Un ritardo grave e incomprensibile che deve essere rapidamente colmato». Gibi Puggioni
Il ministro: «Lo Stato non dimentica il Goceano» Replica. Venerdì 30 luglio 2004
Il ministro: «Lo Stato non dimentica il Goceano»
Replica.
Venerdì 30 luglio 2004
a to non ha dimenticato il Goceano. Dopo lo sfogo del sindaco di Bottidda Daniele Cocco, che accusava il ministro Beppe Pisanu di non avere ancora tenuto fede agli impegni per rafforzare la sicurezza nei nove paesi del centro Sardegna, arriva puntuale la risposta del ministero dell'Interno. Con un dettagliato comunicato, il Viminale precisa tutti gli interventi già messi in atto per aumentare il controllo delle forze dell'ordine nel Goceano. Per quanto riguarda le caserme dei carabinieri, l'ufficio stampa del ministero fornisce un lungo elenco di passi già fatti a Bono, Burgos, Nule, Benetutti, Illorai e Anela. A Bono un reparto dei carabinieri si è già insediato in una sede provvisoria, nell'attesa che siano pronti i locali definitivi. A Burgos, dove cinque mesi fa in un attentato dinamitardo venne assassinato Bonifacio Tilocca, padre del sindaco, si sta studiando una soluzione che consenta ai militari di trasferirsi in una sede più idonea di quella attuale. A Nule è stata regolarizzata la situazione della caserma in merito al contratto di affitto dei locali. A Benetutti la sede occupata attualmente dai carabinieri è inagibile, ed è stata autorizzata la stipula di un contratto d'affitto in altri locali di proprietà del Comune. A Illorai, l'insediamento del reparto dei carabinieri nella nuova caserma è questione di giorni: proprio quattro giorni fa sono stati presi in affitto nuovi locali, anche in questo caso messi a disposizione dal Comune. Per Anela, si aspetta il provvedimento istitutivo del reparto, e in questo caso si tratterà di un nuovo insediamento. Inoltre continuano i passaggi burocratici per la nascita a Foresta Burgos della Scuola per i servizi di polizia ippomontati per i corpi a ordinamento civile. Lo studio di fattibilità è stato ultimato, e tra poco tempo si procederà alla progettazione esecutiva. Dopo l'elenco degli interventi sulle strutture da mettere a disposizione delle forze dell'ordine, il ministero dell'Interno continua nelle precisazioni, e spiega la situazione degli organici dei carabinieri in tutto il Goceano. In sette Comuni su nove, sono state perfezionate, o sono in corso di perfezionamento tutte le procedure per l'occupazione di nuove caserme di carabinieri. Nei paesi di Bottidda ed Esporlatu, si legge nel comunicato, pur non essendoci caserme è già operativa un'unità mobile dei carabinieri. L'organico complessivo di militari nel Goceano è stato rafforzato, e a uomini e mezzi già presenti sul territorio sono stati aggiunte venti unità di rinforzo. L'ultimo paragrafo del comunicato di precisazioni arrivato dal Viminale, è dedicato al Programma operativo nazionale per la sicurezza. Anche in questo caso, dagli amministratori del Goceano è arrivato l'allarme: siamo stati dimenticati, e non rientriamo ancora nel piano, come invece il ministro aveva promesso. Il Ministero puntualizza che il 15 luglio, il comitato di sorveglianza si è riunito, ed è stato riprogrammato a medio periodo il progetto sicurezza. è stato deciso l'allargamento del Consorzio sviluppo civile, e non appena i Comuni del Goceano aderiranno al Consorzio, potranno partecipare alle iniziative e accedere ai relativi finanziamenti. Vincenzo Garofalo